Blog

Torna all'archivio
06 dicembre 2018

Adesione del fiscalmente a carico a previdenza complementare: qualche novità

Come noto, è possibile fare aderire un proprio familiare a fiscalmente a carico alla previdenza complementare: tale opzione è sempre ammessa per le forme individuali di previdenza (fondi aperti e pip) mentre per i fondi negoziali deve essere appositamente prevista dal relativo statuto.

La decisione di far aderire un familiare fiscalmente a carico a previdenza complementare non costituisce una limitazione bensì, come vedremo meglio tra poco, un’opportunità.

Tale adesione infatti non implica l’automatica scelta di destinazione di un Tfr eventualmente maturato dal familiare fiscalmente a carico: qualora lo stesso dovesse intraprendere un’attività di lavoro dipendente, infatti, manterrebbe la possibilità e l’onere di effettuare la propria scelta di destinazione come qualsiasi nuovo assunto mai iscritto a previdenza complementare.

A tale proposito, come recentemente affermato dalla Covip con la risposta a quesito di novembre 2018, un familiare fiscalmente a carico aderente al fondo negoziale del soggetto che sopporta il carico fiscale, una volta intrapresa una propria attività lavorativa potrà – come detto – scegliere se conferire il proprio Tfr a previdenza complementare o meno, ma qualora optasse per devolverlo a previdenza complementare potrà direzionarlo verso il proprio fondo negoziale, un fondo aperto, un pip, ma altresì verso il fondo negoziale cui già aderiva come soggetto fiscalmente a carico, pur non appartenendo alla categoria di lavoratori destinatari di quel determinato fondo.

Chi sono i familiari fiscalmente a carico?

Sono considerati familiari fiscalmente a carico quei familiari il cui reddito annuale non ha superato i 2.840,51 euro, al lordo degli oneri deducibili. Dal 1° gennaio 2019 tale limite reddituale è aumentato a 4000 euro per i soli figli minori di 24 anni.

Possono essere considerati a carico anche se non conviventi con il contribuente o residenti all’estero:

  • il coniuge non legalmente ed effettivamente separato;
  • i figli (compresi i figli naturali riconosciuti, adottivi, affidati o affiliati) indipendentemente dal superamento di determinati limiti di età e dal fatto che siano o meno dediti agli studi o al tirocinio gratuito.

Possono essere considerati a carico anche i seguenti “altri familiari”, a condizione che convivano con il contribuente o che ricevano dallo stesso assegni alimentari non risultanti da provvedimenti dell’autorità giudiziaria:

  • il coniuge legalmente ed effettivamente separato;
  • i discendenti dei figli;
  • i genitori (compresi i genitori naturali e quelli adottivi);
  • i generi e le nuore;
  • il suocero e la suocera;
  • i fratelli e le sorelle (anche unilaterali);
  • i nonni e le nonne (compresi quelli naturali).

 

Quali vantaggi nell’adesione a previdenza complementare?

I vantaggi che derivano dall’adesione ad un fondo pensione sono di due tipi:

  • da un lato il soggetto fiscalmente a carico (anche minore!) comincia a maturare anni di partecipazione al sistema di previdenza complementare utili sia nel caso sia richiesto un requisito cronologico per accedere ad una prestazione (si pensi alle anticipazioni per acquisto e ristrutturazione della prima casa e alle anticipazioni per ulteriori esigenze per richiedere le quali sono richiesti 8 anni di iscrizione), sia per l’abbattimento dell’aliquota finale per la tassazione delle prestazioni pensionistiche del fondo pensione, dei riscatti tipici e della Rita (l’aliquota del 15% si riduce infatti di 0,30% per ogni anno di partecipazione al sistema successivo al quindicesimo, fino al 9%);
  • dall’altro i contributi versati a previdenza complementare per il familiare fiscalmente a carico possono essere dedotti, nei limiti del plafond unico di 5164,57 euro, dal soggetto che sostiene il carico fiscale e quindi, ad esempio, un genitore potrebbe versare dei contributi a previdenza complementare per il figlio deducendoli dal proprio reddito fino a concorrenza del suddetto plafond.