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04 febbraio 2019

Le novità previdenziali dal 2019

La Legge di Bilancio per il 2019 (legge n. 145 del 2018) è intervenuta sul tema della previdenza obbligatoria, introducendo alcune novità nel sistema già (e ancora) disciplinato dalla Riforma Fornero (d.l. n. 201 del 2011).

In particolare ha previsto per il triennio 2019-2021 una revisione del meccanismo di perequazione delle pensioni, che resta totale (100% dell’inflazione) solo per le pensioni di importo fino a 3 volte il trattamento minimo Inps per poi scendere fino al 40% dell’inflazione per le pensioni di importo oltre 9 volte il minimo. Anche per il prossimo triennio la rivalutazione sarà applicata sull'importo complessivo della pensione e non sui diversi scaglioni, come previsto dalla legge 388/2000.

Altra novità di interesse è il taglio delle cosiddette “pensioni d’oro” che si realizza attraverso la riduzione degli assegni pensionistici superiori a 100 mila euro lordi annui per un periodo di 5 anni. La riduzione potrà essere del 15% fino al 40% per pensioni superiori a 500 mila euro e si applicherà alle pensioni liquidate con il metodo di calcolo retributivo o misto e in proporzione agli importi dei trattamenti pensionistici, ferma restando la cosiddetta “clausola di salvaguardia” (i trattamenti pensionistici diretti non potranno comunque essere inferiore a 100 mila euro lordi su base annua).

Il Legislatore si è rivolto poi ai pensionati residenti all’estero da almeno cinque anni: per coloro che decidessero di ri-trasferire in Italia la residenza e precisamente in uno dei comuni del Mezzogiorno con popolazione non superiore a 20.000 abitanti, è prevista un’imposta sostitutiva forfettaria pari al 7% per i cinque anni successivi al trasferimento.

Con un provvedimento ad hoc, il decreto-legge n. 4 del 28 gennaio 2019, sono state altresì introdotte ulteriori modalità di pensionamento anticipato.

In particolare:

  • viene prevista, come misura sperimentale per il triennio 2019-2021, la c.d. “pensione con quota 100”;
  • si assiste al rinnovo dell’opzione donna e alla proroga dell’APE sociale;
  • sono sospesi fino al 2026 gli aumenti commisurati alle speranze di vita per i requisiti di anzianità contributiva necessari alle pensioni anticipate e alla quota 41 per precoci che si trovino in condizioni disagio; sono parallelamente introdotte finestre di accesso trimestrali;
  • sono introdotte agevolazioni per riscatto della laurea dei periodi da valutare con il sistema contributivo per chi abbia meno di 45 anni.

 

Come si diceva, resta fermo quanto previsto dalla Riforma Fornero con riferimento ai requisiti per la pensione anticipata e la pensione di vecchiaia. Quest’ultima dal gennaio 2019 richiede in via generalizzata un requisito anagrafico di 67 anni e un requisito contributivo minimo di 20 anni.