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18 gennaio 2022

In pensione nel 2022: cosa cambia?

La fine del 2021 era attesa da molti per la chiusura del periodo sperimentale della cosiddetta Quota 100, introdotta nel 2019 e destinata a terminare la propria esperienza dopo tre anni, salvo rinnovo della misura. Rinnovo che non è stato confermato dall’attuale governo Draghi.

Ricordiamo che la Quota 100 consente a tutti i lavoratori che entro la fine del 2021 hanno compiuto almeno 62 anni e accumulato 38 anni di contribuzione di poter accedere al pensionamento anche in mancanza dei requisiti base previsti dalla riforma Fornero. Abbiamo non a caso usato il tempo presente, perché pur avendo terminato la sua efficacia alla fine del 2021, la Quota 100 resta ancora attiva per quei soggetti che hanno raggiunto i requisiti entro la scadenza, anche se non hanno ancora effettuato la domanda.

Pur non avendo rinnovato la Quota 100, il governo ha comunque immaginato una serie di interventi che consentono un accesso agevolato al pensionamento. Prima di analizzare tali misure, riteniamo utile un richiamo a quali sono gli attuali requisiti per accedere alla pensione validi per tutti e non soggetti a una scadenza.

Canale

Età anagrafica

Anzianità contributiva

Importo minimo della pensione (per le sole pensioni totalmente contributive)a

Vecchiaia

67 b anni

20b anni

1,5 volte l’assegno sociale (nel 2012, incrementato in base alla crescita del Pil negli anni successivi con pavimento a 1,5 volte l’assegno sociale in vigore al momento)

Vecchiaia anticipata

Qualsiasi

Donne: 41 anni e 10 mesic

Uomini: 42 anni e 10 mesic

Nessuno

Vecchiaia anticipata post96d

64 b anni

20 anni

2,8 volte l’assegno sociale (nel 2012, incrementato in base alla crescita del Pil negli anni successivi con pavimento a 2,8 volte l’assegno sociale in vigore al momento)

a) Limite non considerato se si accede al pensionamento a 71 anni.

b) 5 anni se la pensione è totalmente contributiva e si accede alla pensione a 71 anni.

c) Requisiti bloccati fino alla fine del 2026; è prevista una finestra di uscita di tre mesi.

d) Possibile solo per soggetti che non hanno contribuzione previdenziale prima del 1996.

e) Requisito incrementato ogni due anni in base all’aumento della speranza di vita. Sulla base degli ultimi rilevamenti di tale indicatore, i requisiti resteranno invariati fino alla fine del 2024.

 

A questi canali stabili si aggiungono altre opzioni temporanee o eccezioni per particolari categorie di lavoratori.

Tra queste la Quota 102, introdotta dal governo Draghi in sostituzione della Quota 100, ma solo per il 2022, in attesa di predisporre delle modifiche più strutturali del sistema. In maniera simile alla Quota 100, la Quota 102 consente a tutti i lavoratori che entro la fine del 2022 compiranno almeno 64 anni di età e avranno accumulato 38 anni di contribuzione di accedere alla pensione. Anche per la Quota 102 si aggiungono tre mesi di finestra per i lavoratori privati e sei per i pubblici e non è consentito cumulare la pensione con reddito da lavoro.

Rinnovata per il 2022 anche l’Opzione Donna che consente alle sole lavoratrici di accedere alla pensione a patto che entro il 31 dicembre 2021 abbiano maturato un’anzianità contributiva pari o superiore a 35 anni e un’età pari o superiore a 58 se dipendenti e a 59 se autonome. L’effettivo pagamento della pensione, tuttavia, inizia dopo la chiusura delle finestre di accesso di dodici mesi per le lavoratrici dipendenti e diciotto mesi per le autonome. Un ulteriore elemento importante della pensione con Opzione donna è il calcolo dell’intero assegno pensionistico con l’applicazione del metodo contributivo, a prescindere da quando sono stati versati i contributi.

Restano operative le agevolazioni per chi svolge lavoro usurante e per i lavoratori precoci (ossia che hanno maturato un anno di contributi prima del compimento dei 19 anni) che si trovino in particolari condizioni di bisogno.

Anche per il 2022 è stata inoltre prorogata l’APE sociale, un anticipo pensionistico erogato sotto forma di sussidio statale accessibile ad una età non inferiore a 63 anni in assenza di altri trattamenti pensionistici diretti e in presenza di particolari condizioni di bisogno e di anzianità contributiva, erogata fino all’accesso al pensionamento effettivo. Oltre alla proroga della misura, è stato allargata la lista di lavori considerati particolarmente pesanti che danno diritto a richiedere l’APE sociale in presenza degli altri requisiti.