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18 gennaio 2022

I rendimenti dei fondi pensione

Con la chiusura del terzo trimestre del 2021 e la pubblicazione dell’aggiornamento statistico da parte di Covip (Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione), è possibile trarre le prime conclusioni sulle performance degli enti di previdenza complementare nell’anno in corso.

Il generale miglioramento del quadro economico globale, favorito dall’intensificarsi delle campagne vaccinali e dal perdurare delle politiche monetarie espansive delle banche centrali (nonostante le spinte inflazionistiche all’orizzonte), ha trainato i principali listini mondiali. Quest’ultimi hanno raggiunto i massimi storici, premiando quelle linee di investimento caratterizzate da una maggiore esposizione in azioni. In generale tutte le linee di investimento hanno goduto di buone performance nel periodo fin qui considerato.

Fonte: Covip – La previdenza complementare principali dati statistici - settembre 2021

Secondo gli ultimi dati Covip, al netto dei costi, nei primi nove mesi del 2021 i fondi pensione negoziali (Fpn) hanno ottenuto rendimenti del 3,1%, i fondi pensione aperti (Fpa) del 4,1%; per quanto riguarda i Pip, le gestioni separate e unit linked hanno guadagnato rispettivamente lo 0,9% e il 7,3%. Nello stesso periodo il tasso di rivalutazione del TFR è stato pari al 2,3%.

Come anticipato precedentemente, a beneficiare dei rendimenti migliori sono state le linee di investimento maggiormente esposte sull’azionario: quest’ultime hanno registrato performance del 7,4% nel caso fondi pensione negoziali e del 9,5% per i fondi pensione aperti.

Gli attuali rendimenti si confermano in linea con i risultati positivi ottenuti nel 2020 (Fpn 3,1%, Fpa 2,9%, le gestioni separate dei Pip 1,4%), mentre per le unit linked la crescita dei rendimenti attuali inverte il trend leggermente negativo dello scorso anno (-0,2%).

Per valutare al meglio la redditività del risparmio previdenziale, appare opportuno non soffermarsi solo sui rendimenti nel breve periodo, ma fare riferimento a orizzonti temporali più lunghi. Considerando gli ultimi 10 anni e 9 mesi (da fine 2010 a settembre 2021), caratterizzati da un andamento dei mercati finanziari complessivamente favorevole (pur con periodi di forte volatilità) il rendimento medio è stato pari al 3,7% per i fondi pensione negoziali, del 3,8% per i fondi pensione aperti, del 2,3% e del 3,8% rispettivamente per le gestioni separate e le unit linked dei Pip. Il tasso di rivalutazione medio annuo del TFR è stato pari all’1,9%.

Oltre al valore medio, assume rilevanza l’analisi della distribuzione dei rendimenti dei singoli comparti tra le diverse tipologie di forma pensionistica e tra le diverse linee di investimento. I rendimenti medi annui composti dei fondi negoziali sono caratterizzati da una minore dispersione rispetto a quelli ottenuti dai fondi aperti e dai Pip per tutte le tipologie di comparto.

Fonte: Covip – Relazione annuale 2020

L’accentuata variabilità dei rendimenti delle linee di investimento dei fondi aperti e dei Pip è in parte dovuta dalla dispersione dei costi praticati dalle singole forme.

I rendimenti positivi e costantemente superiori al tasso di rivalutazione del TFR dimostrano la capacità del sistema di saper cogliere sfide ed opportunità offerte dai mercati, tanto nel breve periodo quanto su intervalli temporali ben più ampi.